1 gennaio 2012

Smettetela. Grazie.

Amici, parenti, conoscenti, colleghi, dentista, benzinaio, commessa smettetela di chiedermelo.
No, non sono incinta. 

Si, sono un po' ingrassata.

Si, mi metto i vestitini stile impero che fanno molto prémaman. Non "per nascondere qualcosa" con tanto di occhiolino e sgomitata. Me li metto perché mi piacciono e quando esco fuori a cena e mangio un po' più del solito posso stare seduta composta senza dovermi slacciare i pantaloni.

Si, sono passati quasi sei mesi dal matrimonio, ma non mi pare di aver letto nessuna legge o firmato nessun contratto in cui si parlasse di una scadenza per procreare.

E no, non sto aspettando perché ho paura che faccia troppo male, che il mio fisico non torni quello di prima (davvero c'è gente che rinuncia a mettere al mondo un bambino per questo?) o perché ci stravolgerà la vita. 

Anzi, lo vorremmo tanto. Lo vorrei più di ogni altra cosa al mondo.
Ad ogni stella cadente, ad ogni monetina lanciata in una fontana, ad ogni candelina spenta, ad ogni targa con tre numeri uguali vicini (lo facevate anche voi da piccoli, vero?), ad ogni volta che l'orologio della radiosveglia segna 11:11 o 22:22 il mio desiderio, il primo desiderio che l'istinto e il cuore comunicano al cervello, è questo: "Voglio un bambino". 
Purtroppo tutto questo non basta. L'istinto materno, il desiderio, l'amore non bastano. Noi abbiamo due lavori precari e due mutui da pagare, pochi soldi e nessuna stabilità. Ed è tristissimo dover ridurre un sogno così grande e forte a un semplice discorso economico. Eppure è così. 
Magari un giorno di questi saremo tanto folli da prenderci anche questo rischio, non si può mai sapere. Ma per ora no, non possiamo azzardare tanto.

Per cui, nel caso in cui qualcuno di voi lettori avesse intenzione di chiederlo, per favore eviti. Quella che può sembrare una battuta, una domanda di circostanza, è per me una ferita aperta. 
Piccola e superficiale, per carità, ma pur sempre una ferita. 

E poi comunque si, sono un pochino ingrassata. Per cui sareste pure un po' stronzi.

6 commenti:

  1. Nessun contratto credo. Due persone si amano e il pensiero ti ci cade.. Matrimonio e nn matrimonio..la gente, me compresa fa domande e battute stupide, ma spesso nn ci mette la cattiveria.. E' una cosa naturale e si pensa che naturalmente avvenga. L'incertezza,ahimè , c'e e ci sarà sempre, almeno da come si stanno mettendo le cose. A novembre e' nata La Pippi, da madre lanciata a casa al 6 mese di gravidanza ("eh c'è la crisi, goditi la gravidanza e poi ci risentiamo"), padre precario e casa vecchiotta, ristrutturata velocemente alla notizia del suo arrivo. Il problema umidità nn e' del tutto risolto ma pazienza. Il latte c'è e speriamo che nel si accorga che fa ricchezza e lo tassi. Insomma in qualche modo ce la caveremo. La cosa che mi preoccupa e' che la sensazione di un futuro da affrontare con miseri strumenti x buttare solide fondamenta con cui abbiamo lottato noi rispetto ai ns genitori per lei sarà ancora più accentuata ... Per ora dorme nel suo lettino beata convinta che la sua "tetta" le risolva ogni problema al minimo frigno...

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  2. non riesco a capire la confidenza che certe persone si prendono liberamente su una cosa così personale come la gravidanza..un po' come quelle domande che si fanno a coppie che dopo tanti anni di matrimonio non hanno figli "ma non ne puoi avere?!" ma fatti i c.... tuoi!
    la tattica dei vestitini stile impero la uso anche io!:-)
    e comunque invidio un po' il tuo istinto materno. L'ho detto!

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  3. Ho scoperto di essere incinta a ottobre, gravidanza voluta ma da un lato inaspettata perchè non pensavo arrivasse subito. Il senso materno era da un pò che mi aveva pervasa, un annetto direi, ero piena di dubbi ed incertezze dovute al lato economico, alla precarietà e alla paura di non poter offrire un futuro adeguato alla creatura che ho tanto desiderato. Ho scelto, anzi, abbiamo scelto di rischiare e quando ancora ieri ci chiedono: "ma come vi è venuto in mente di fare un figlio adesso?" mi prudono le mani. Io mi trovo nella situazione opposta alla tua, mi dicono: "Adesso allora vi sposate!". La gente spesso parla così tanto per farlo, non pensando di essere indelicata o fuori luogo, ci sono scelte personali in cui nessuno può mettere becco, perchè sono solo nostre.
    Ti sono vicina e ti auguro presto di poter avere quello che desideri, aspetterò di poterti leggere felice, così come dovrebbero fare tutti senza chiedere e facendosi i cavolacci loro.

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  4. Non ho parole, hai detto tutto quello che direi io se riuscissi ad articolarlo bene almeno la metà di come hai fatto tu.

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