8 luglio 2013

"È per te che il sole brucia a luglio".

Da bambine noi donne fantastichiamo su noi stesse.
Vogliamo essere già grandi.
Progettiamo di diventare un giorno cantanti, ginnaste, gelataie, Lady Oscar, viaggiatrici nel tempo.
Ci immaginiamo sposate, mamme, alcune (una mia amica, mica io) anche nonne.
Mai ho chiuso gli occhi e mi sono chiesta "Sarò zia? E come sarà?"

Ho realizzato quasi subito di essere troppo stonata per poter fare la cantante, troppo poco motivata per diventare una brava ginnasta, troppo golosa per produrre del gelato e venderlo senza prima mangiarmelo tutto, troppo in ritardo per poter essere Lady Oscar. (Per quanto riguarda i viaggi nel tempo, invece, continuo a tenere ben custodito quel sogno nel cassetto).
Mi sono sposata, continuo a immaginarmi mamma e un giorno vorrei essere una nonna speciale come lo è stata la mia.

E poi venerdì sono diventata zia.

Sebbene io abbia avuto nove mesi di tempo per abituarmi all'idea, non l'ho fatto. Immagino sia un po' come avere tra le mani il biglietto della lotteria vincente: fino al momento in cui non lo scopri è solo potenzialmente qualcosa di meraviglioso.
Sebbene io abbia avuto nove mesi di tempo per abituarmi all'idea, venerdì un'emozione fortissima mi ha investita con una potenza incredibile. Tante vite, in pochi minuti, sono cambiate. E la piccola grande forza che ci ha arricchiti tutti è nei pugnetti stretti di Emanuele quando si stira, nel suo piedone da promessa del basket, nel suo nasino di famiglia, negli occhi - forse- azzurri di mio fratello.

Mi trovo all'improvviso, a trent'anni, a dover fronteggiare un sentimento sconosciuto. Sono abituata all'affetto che mi lega ai miei amici, all'amore per la mia famiglia e a quello per mio marito. Ma venerdì Emanuele mi ha fatto questo immenso regalo di farmi conoscere un amore nuovo, diverso e io spero davvero di poter essere negli anni a venire la zia che merita di avere. Quella simpatica, che non ti regala roba noiosa per il compleanno ma ti fa divertire, quella con cui si può scherzare e dire le parolacce (poche), quella a cui si può raccontare il sogno di diventare astronauta, archeologo, chitarrista e Batman.


10 commenti:

  1. Tu sarai la zia migliore del mondo! Io lo so Baby....e anche se non è del tuo stesso sangue, ed è comunque diverso so anche che lo sarai per il mio di Emanuele. Dovessi scegliere una madrina non avrei dubbi...

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  2. questo è un post semplicemente meraviglioso.
    ed è il miglior biglietto da visita della zia che sarai...zia!

    certo, sempre quella giovanissima, elegante e attraente zia che ogni (amico del) nipote sogna!
    ;))

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  3. Commoventi le tue parole...
    Come fai a non credere di essere una zia speciale?! Lo sei già come donna... Auguri a te, alla famiglia di tuo fratello e benvenuto al mondo Emanuele..

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  4. Secondo me questo post dovrai farlo leggere un giorno ad Emanuele e si accorgerà di che zia meravigliosa ha! (A parte che se ne accorgerà anche senza leggerlo, ma vabbè sarà un'ulteriore conferma :) )
    Auguri e goditi il tuo nipotino! :)

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  5. "...bella zia..." :)

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  6. Uno dei dubbi esistenziali su cui mi sto concentrando è: perchè io non ho provato nulla del genere quando sono diventata zia?
    Perchè a me non interessa di quello che fa mio nipote, di quello che impara, di quello che mangia, se cade e si fa male...perchè??
    Ti invidio....

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    1. Forse dipende dal rapporto che ho con mio fratello. Ha avuto un ruolo fondamentale durante la mia infanzia e ne abbiamo passate tante insieme: per me sapere che Emanuele è suo figlio e Massi il suo papà è davvero una gioia immensa <3
      Forse con un nipote "acquisito" sarebbe diverso...

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    2. si, è figlio della sorella del mio uomo...dev'essere per quello....

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  7. Che meraviglia... Mi hai fatto emozionare, commuovere e... Sognare.
    Io purtroppo non sono nè zia e nè mamma... Però dopo aver letto questo tuo racconto, non vedo l'ora di diventarlo.

    A presto.

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  8. Credo che diventare zia sia stata una delle emozioni più grandi che io abbia mai provato, un'emozione che si rinnova ogni giorno, nel sentirsi zia di uno, e poi di due nipotini meravigliosi!

    Scopro ora il tuo blog e mi fa piacere che il primo post letto sia proprio questo...

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