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30 novembre 2011

Voi ce l'avete?

Voi l'avete un posto in cui rifugiarvi per ritrovare la calma, l'equilibrio, la sanità mentale?
Intendo un posto in cui andate col pensiero, ovunque vi troviate: sul treno prima di un esame, in mezzo al traffico interminabile, in coda alle poste, sulla poltrona del dentista.
Io ce l'ho. Fino a qualche tempo fa il mio posto era un'attrazione di Eurodisney. Dopo varie ricerche sono riuscita a trovarla, si tratta di It's a small world. Cioè, è tremendo. A rivederlo adesso mi vengono il mal di testa e le vertigini; tutte quelle luci, la canzoncina insistente, troppi movimenti, troppi personaggi, troppo tutto. Eppure per tanto tempo mi è sembrato il posto migliore dove allentare la tensione. Forse proprio per la totale incapacità di pensare che un baraccone simile genera: come si può farsi prendere dai propri pensieri e non fermarsi impietriti ad osservare quel teatrino invadente?
Credo di aver scelto questo posto perché quando ci sono stata ero felice: avevo 17 anni, era la mia prima vacanza, ero con il mio ragazzo e la mia migliore amica. Ero felice come si può essere felici solo a 17 anni: tantissimo. Tantissimo relativamente all'improvviso capovolgersi degli eventi che può avvenire di lì a mezz'ora, trasformando il tutto nella più cieca e irrisolvibile disperazione. Così cieca e irrisolvibile come può sembrare solo a 17 anni.
Dopo quest'estate il mio posto è l'Islanda. Appena sento l'ansia fare capolino nello stomaco (è da lì che parte, la bastarda), cerco di tornare mentalmente in Islanda. Cerco quei luoghi isolati, la natura che si perde all'orizzonte, quella sensazione di essere su un altro pianeta, completamente disabitato, stupendo. Cerco quel silenzio incredibile che ci accompagnava ogni volta che spegnevamo il motore e scendevamo dalla macchina. Un silenzio fatto di gabbiani, di vento, a volte del ghiaccio che si muove. Un posto dove il tempo si è fermato, dove non può succedere nulla di male. Allora anche tutti i miei pensieri, le preoccupazioni sembrano dissolversi piano piano nella luce bianca, si perdono all'orizzonte riflesse sull'Oceano... vanno via lontano, lentamente, facendosi sempre più inconsistenti. 
È strano come, solo adesso che lo sto scrivendo, io mi renda conto di quanto questi due posti siano l'uno l'opposto dell'altro. Da una parte la confusione, dall'altra la quiete più totale. Forse vorrà dire qualcosa, forse no.
In ogni caso, se ieri a Torino avete visto una pazza che sul treno, sul tram, per strada ripeteva a bassa voce "Pensa all'Islanda, pensa all'Islanda, pensa all'Islanda", come una preghiera sussurata, un mantra misterioso, quella ero decisamente io.
E voi, l'avete un posto in cui rifugiarvi per ritrovare la calma, l'equilibrio, la sanità mentale?  

(Capite cosa intendo quando dico "no ansia"? Le vedete, nella terza foto, le preoccupazioni che prendono il largo? )



11 settembre 2011

Iceland, part II

Una settimana di pausa per non farvi annoiare troppo. Ecco la seconda parte del nostro viaggio: ci trovate i fiordi orientali, l'interno dell'isola, cascate sempre e comunque, la lava che ribolle e la terra che fuma, i fiordi occidentali, la spiaggia di sabbia rossa, i pulcinella di mare e lo Snæffels, il vulcano da cui Jules Verne ha fatto partire il suo viaggio al centro della Terra.
Purtroppo in entrambi i video manca qualcosa: il verso dei gabbiani che faceva da sfondo ogni volta che ci avvicinavamo all'oceano; mancano i moscerini aggressivi in prossimità delle cascate: attratti dall'anidride carbonica si infilano in bocca e nel naso; manca il vento, impercettibile quando sei seduto in macchina, travolgente appena apri la portiera; manca l'odore fortissimo di zolfo; manca la sorpresa di uscire dal ristorante alle undici di sera e trovare sempre e comunque il sole (le foto intorno al minuto 9:14 e quelle del minuto 13). Manca forse quella sensazione, che non ti abbandona mai, di essere un ospite della Natura, ma anche parte di essa. La sensazione che non ti possa accadere nulla di male, perché anche un'eruzione vulcanica o uno smottamento geotermico fanno semplicemente parte del tutto. In Islanda potresti accostare la macchina e in qualunque posto rimanere per ore con lo sguardo perso a pensare a tutto e a non pensare a niente.



P.S. Negli ultimissimi fotogrammi dopo il "The End" c'è il piccolo Mao che ci da il bentornati a casa :)

3 settembre 2011

Finally, Iceland part I.

Ok, l'avevo promesso. E siccome lo so che non ci avete dormito la notte e mi dispiace, mi ci sono impegnata.
Questa è la prima parte del nostro viaggio di nozze. Il filmato intero dura più di 30 minuti e l'unico modo per caricarlo è dividerlo in due. Forse è anche meglio, così non vi annoierete tutto d'un colpo.
Le foto sono state scattate quasi tutte da Luca, il quale ha anche montato immagini e musica.
Ve la posso dire una cosa?
Riguardandolo adesso, a distanza di qualche settimana, mi viene da piangere e ripartirei subito. Ho sognato a lungo l'Islanda e come capita spesso in questi casi mi ero creata tante aspettative. Be', questo viaggio è stato molto di più di quanto potessi immaginare. Spero che questo video possa trasmettervi anche solo una piccola parte delle emozioni che questo posto ci ha regalato.
Enjoy!


Iceland, Part I from Arianna Riccio on Vimeo.

25 novembre 2010

Iceland #6


Avrei voluto mettere una delle tante splendide foto scattate dall'autore di questa frase, ma non sono davvero riuscita a sceglierne una sola. Vi lascio il piacere di vederle tutte qui. Chi come ama questa terra non potrà che...amarla ancora di più (Lisa mi riferisco a te...che se potessi ti porterei in viaggio di nozze con noi ♡).

9 novembre 2010

Iceland #5


Ecco...speriamo di non trovare la neve a luglio, ma un po' di autunno non guasterebbe

29 ottobre 2010

Iceland #4



Ecco, magari non da mettere tutti tutti i giorni, ma di sicuro qualcosa mi porterò a casa. Anche perché tra il mio essere freddolosissima e il clima non proprio temperato della mia amata valle, capita proprio a fagiuolo! Sì, si accettano prenotazioni...ne porterò qualcuno anche a voi. Lo so che state cadendo dalla sedia per l'emozione, ma dovete avere solo qualche mese di pazienza =)

25 ottobre 2010

24 settembre 2010

Iceland #1


Halló. In case you are wondering,
the way to say “good night” in my people’s language is “góða nótt”.

Góða nótt,
- Iceland

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